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Ogni terzo Week End del mese si rinnova l'appuntamento con il Mercatino dell'Antiquariato. Piazza del Popolo e Piazza Arringo ospitano circa 120 espositori di antiquariato, collezionismo ed artigianato, provenienti da tutta l'Italia.
Nel suo lungo cammino creativo l’opera di Gaetano Carboni, così silenziosa, così spesso dimenticata, contraddice quasi ogni archetypos, ogni modello cui siamo abituati a ubbidire. La sua presenza nelle storie d’arte contemporanea è tanto più scarsa, quanto più intensa è la qualità della sua ispirazione. La sua “voce” non ascoltata, o non udita (da chi è sordo, dice Rilke, per accogliere la vera poesia), viene confusa con un sussurro indistinto, quando invece si alza chiara e pura, con il suo fulmineo splendore nella notte oscura dell’anima, insita nella visione come illumination. È in quelle storie, per non sapere, non gli viene assegnato nessun ruolo, lasciando che si consumi in se stesso, nel posto d’origine, il mito fragile di una regione, le Marche, poco frequentata dalla cultura maggiore. Ma non è così.
Quando Carboni dipinge i suoi “notturni”, tutto lascia credere che egli abbia nella mente il più famoso pensiero di Pascal: “Le silence éternel de ces espaces infinis m’effraye”. Giunto a quel vertice, come Leopardi, si “spaurò” il cuore. Quella contemplazione cosmica desta altri echi al nostro pittore, prima inconsci poi consci, nella noesi dell’immaginazione che Leopardi nello Zibaldone dei pensieri chiama la “saviezza”, e che gli antichi chiamavano phronesis, cioè un sapere per la vita, “dove alcuni luoghi riposti nascondono la vista dell’astro luminoso”. La tavolozza carboniana si concentra nella durata. L’immagine così unita, così stretta, nel momento che tocca il suo culmine, riapre spazi nuovi, ma che sono tutti interiori, nella direzione del profondo, del rimando, dell’implicito: come se un raro macchiar di bianchi e una sottile riga argentata a metà di una tavoletta creassero una notte incantata di luna sulla terra.
In nessun modo le pitture di Carboni mi sembrano appunti, notazioni, dettate dall’intento di fissare fugacemente, per non perderli, un ricordo, un’idea, la visione di un battito di luce, d’ala o di vento. Esse, invece, contraddicendo spesso l’apparenza del loro stilema formale, posseggono tutte una resistenza intrinseca che le fissa, le completa e le chiude. Niente è provvisorio nel loro mondo; in ogni nebbia di colore agisce una forza di gravitazione che dà spessore. A volte l’immagine si fa nitida, come semplificata anziché sciolta dall’emozione: nasce una sottile plasticità, l’uso del contorno vibratile ed espressivo, il senso che le cose hanno un corpo, che i volti di Agamennone e dei Profeti nascondono tristezze, turbamenti, vaghi pensieri leopardiani, dove tra ondate di rêveries “un silenzio nudo, e quiete altissima, empieranno lo spazio immenso”.
La 7^ edizione della manifestazione ospiterà un numero considerevole di stands, arrivando a proporre specialità provenienti da tutte le regioni italiane, partendo dalle famose olive farcite, per passare all’altrettanto noto cannolo siciliano sino alle prelibatezze della Sardegna, con le sue frittelle agro-dolci chiamate seadas.
Tre saranno ancora le location principali, piazza Arringo, via Tornasacco e il chiostro di San Francesco dove, oltre agli assaggi, si svilupperanno le attività ludico-didattiche per i bambini, i convegni a tema e i mercatini del fresco.
La manifestazione, come sempre realizzata da Tuber Communications e da Sedicieventi, compare già da ora nei pacchetti turistici.
La stagione lirica 2011 al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno avrà una importante novità: l'accordo con la Fondazione Pergolesi Spontini per la gestione della stagione lirica.
Si inizia mercoledì 23 marzo alle ore 20.30 e venerdì 25 marzo stessa ora, con La traviata di Giuseppe Verdi. Si tratta della celebre "traviata degli specchi" con le scene di Josef Svoboda e la regia di Henning Brockhaus, vincitrice del Premio Abbiati 1992. L'allestimento originale di proprietà dell'Associazione Arena Sferisterio di Macerata è riprodotto ad opera della Fondazione Pergolesi Spontini, con la riduzione dell'allestimento scenico a cura di Benito Leonori ed i costumi di Giancarlo Colis. Giampaolo Maria Bisanti dirige la FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro "Ventidio Basso" è diretto da Carlo Morganti.
Gli interpreti sono Irina Dubrovskaya (Violetta Valery), Leonardo Caimi (Alfredo Germont), Simone Piazzola (Giorgio Germont), Daniela Innamorati (Flora Bervoix), Mariangela Marini (Annina), Roberto Jachini Virgili (Gastone), Mattia Denti (Dottore Grenvil), Mihail Dogotar (Barone Douphol), Davide Bartolucci (Il Marchese d'Obigny), Massimiliano Luciani (Giuseppe), Davide Filipponi (Un domestico di Flora), Alessio De Vecchis (Un commissionario).
«In questo allestimento - spiega il regista Henning Brockhaus - il tempo dell'azione si svolge intorno al 1900. Dal punto di vista della scenografia, l'unico impianto fisso è un'enorme specchio davanti al muro che da un lato limita e concentra l'azione su un punto focale, dall'altra funziona come rispecchiamento e straniamento della verità di un dramma che è tale in quanto riflette per l'ennesima volta il sacrificio di una creatura quale esito tragico del voyeurismo erotico maschile'.
I biglietti per le due serate de 'La Traviata' saranno disponibili nella biglietteria del Teatro Ventidio Basso a Palazzo dei Capitani da sabato 26 febbraio e avranno un prezzo da 20 a 60 euro.
Info: 0736.244970
Nell'intenso e convinto impegno di raccordo ed accordo verso una oculata politica di interessi volta alla salvaguardia, fruizione, veicolazione e divulgazione della nostra memoria storica, culturale, architettonica e artistica e del patrimonio identificativo ri-conosciuto come substrato vivo e pulsante nel tessuto connettivo delle viscerali radici di una società che, per essere realmente nel presente e ricca di valenze e prospettive future, non può prescindere da presupposti metodologici indispensabili all'armoniosa ri-acquisizione dei contenuti culturali ad essa connessi, la sagace analisi, il giusto approccio e il corretto uso delle "fonti", siano esse scritte (come nel precedente seminario triennale realizzato da queto Istituto) o escatologiche, e i materiali urbanistici risultano determinanti per un autentico recupero di una reale identità capace di rintracciare, leggersi e configurarsi nello spazio e nel tempo odierni.
Un percorso che l'Istituto, insieme all'Università degli Studi di Macerata e all'Università degli Studi di Camerino, propone dedicando gli incontri del II anno di "Mappe della Memoria: le ragioni dell'Oggi" ed altrettante tematiche alla focalizzazione e recupero della necessaria complementarietà tra scienza e umanesimo con uno sguardo al passato ma anche una proiezione verso il futuro (che fa della "observatio" lo strumento essenziale di ogni autentica cultura).
L'organigramma del ciclo di incontri seminariali ha ottenuto dall'Ufficio Scolastico Regionale per le Marche il riconoscimento ufficiale di validità ai fini dell'aggiornamento del personale dirigente, docente e ATA delle Scuole Medie di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2010-2011 (decreto n. 14948/C12 del 23/08/2010).
